Incipit32 – Nascita e Morte della Massaia di Paola Masino

La nuova puntata di Incipit32 è con Nascita e morte della Massaia di Paola Masino, Feltrinelli.

Nuova puntata di Incipit32 con un libro scelto dalla nostra Libraia Barbara! Le prime pagine che ci legge sono tratte da un romanzo che, nonostante sia un “vintage”, ha ancora molto da dire sul ruolo della donna nella nostra società.

Stiamo parlando di “Nascita e Morte della Massaia” di Paola Masino, edito da Feltrinelli.

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Paola Masino scrisse questo libro tra il 1938 e il 1939. Poi non scrisse più nulla, non per mancanza di vena artistica, ma per la convinzione di non aver orecchie che la ascoltassero, che il mondo non fosse pronto per le sue parole. Che sono taglienti, profonde e di non facile lettura, sia nella forma che nella sostanza, perché Masino scrive con un laser precisissimo e di ultima generazione in una lingua piena di circonvoluzioni e costruzioni inaspettate. Spiazza, come d’altronde fa la massaia del racconto, là dove il termine massaia si rifà alla “massa” (termine ormai in disuso), la casa rurale nella quale svolgeva le sue mansioni il massaio o massaro che faceva da amministratore e capo dell’azienda di una masseria.

La nostra protagonista è una donna combattuta tra l’inquietudine di uno spirito ribelle e l’accettazione conformistica di una vita agiata a fianco di un marito benestante e del tutto inadatto a lei.
“A giorno fatto il primo dovere della massaia è di mettere nel bacio al marito l’intenzione di infiniti ringraziamenti per il benessere che lui quotidianamente le procura. La massaia aveva in sé molta capacità di odio, ma sapeva dissimularla. Tuttavia a poco a poco le parve di poter sopportare la monotonia dei propri doveri; anzi se la monotonia dapprima l’aveva atterrita ora le rendeva facile il lavoro.”

Molto più profonda di una Madame Bovary, meno determinata di Anna Karenina, la Massaia si tuffa dentro il proprio mondo oscuro per nuotare sotto la superficie della realtà e ci trascina con sé nei labirinti del suo pensiero e degli incubi che la tormentano.
Non è un libro pacificatore e può risultare urticante, ma è sicuramente molto moderno negli intenti anche se barocco e involuto nella scrittura. Faticoso, ma pregevole soprattutto considerando che rappresenta una critica ferocissima della società perbenista, cieca e misogina del ventennio fascista.

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La “personaggia” protagonista è una bambina che vive dentro un baule, in polemica con le norme sociali della borghesia della sua epoca, e in particolare con la madre che gliele vuole imporre. Dopo uno stralunato ma intenso dialogo con quest’ultima, la ragazza acconsente alle preghiere materne ed esce dal baule: accetta di comportarsi da ragazza “normale” e sposa un vecchio zio di provincia. La nuova vita di moglie impone alla protagonista una serie di obblighi sociali e domestici, a cui lei – che ormai è “la massaia” – si dedica con fanatismo, sotto ingiunzione del marito: “La casa è la famiglia: un’istituzione sacra che va rispettata e difesa. È dovere della sposa farla prosperare”. Attraverso le vicende della massaia, le pagine vibrano di un continuo interrogarsi: sulla maternità, la femminilità, il pensiero, la vanità dell’umano operare, e sulle ragioni profonde della schiavitù femminile, sempre con accenti umoristici e amari al tempo stesso. Un eversivo antiromanzo nel quale Masino contamina i generi e i registri più disparati: narrativa, vaudeville, diario, rêverie metafisico-surrealista, satira politica. Introduzione di Helena Janeczek. Postfazione critica di Elisa Gambaro.

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