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La Morte, nell’immaginario collettivo, ha da sempre rappresentato quella fase della vita che ogni persona di certo spera di raggiungere il più tardi possibile.La paura di morire è, senza dubbio alcuno, presente in quasi tutte le culture del genere umano.Non a caso la tanatofobia appartiene alle paure ancestrali che molti cercano addirittura di esorcizzare, perché fa parte del ciclo naturale della vita e non ci si può sottrare in alcun modo, dal momento che prima o poi arriverà.I miti greci personificavano la morte in Thanatos, figlio di Notte e fratello di Ipno. Non a caso, dall’oscurità della notte e dalla dimensione onirica del sonno si può generare la parte più buia e indecifrabile che si condensa nella Morte.Così, come nella mitologia, la morte in un verso o in un altro, diviene protagonista attraverso il dipanarsi delle storie che andrete a leggere. I personaggi giocano sulla sottile linea che li potrebbe condurre a scavalcare oltre il piano della vita, per perdersi in un’altra dimensione dalla quale non sarebbe poi possibile fare ritorno.I racconti di Francesco Loretucci si immergono nel tema della morte sotto vari aspetti: alcuni ilari, alcuni sarcastici, altri in cui la morte non è una vero trapasso fisico, ma dell’anima o della concezione stessa della vita. Abbiamo poi quelli in cui la morte, per taluni, diviene l’unica via d’uscita o addirittura fonte di sopravvivenza.Una particolarità interessante riscontrabile in un paio di storie, invece, è il far apparire la morte come una persona che ha comunque i suoi problemi quotidiani, rendendola quasi umana. Inoltre l’ironia galleggia su alcuni di questi racconti, che fanno emergere le ambiguità che la trama svela un po’ alla volta, con tono serio seppur spiritoso, mediante veli che “celano mostrando” quel che vorrebbero nascondere.Alcuni sono molto brevi, vere e proprie fiammate di parole; altri presentano una struttura ed un’articolazione ben più tangibile, proponendo un vero e proprio costrutto che appassiona e coinvolge.L’eccesso delle emozioni nella contraddizione è un altro tema toccato, dove l’ironia della sorte abbraccia il dramma della quotidianità, come avviene in “Famiglia Felice”.Il doppio senso fa da padrone in questi brevi racconti, piacevole è percepirne l’essenza.Altra impronta lasciata tra queste pagine è quella dell’Oriente.Gli studi dell’Autore hanno influenzato alcuni aspetti di questi racconti, tanto da inserire conoscenze ed esperienze appartenenti a queste culture, amalgamandole in modo ben calibrato come troverete nel racconto di chiusura “L’albero della memoria”.In particolare, questo racconto conclusivo è intriso di emozioni, di ricordi, pulsa dell’eternità che mantiene intatta ogni forma composta di sostanza spirituale.È quasi un racconto a sé stante, che potrebbe non appartenere a questa raccolta. Eppure, in qualche modo, ne è la “summa”.È un piacere infatti leggere queste storie, frutto del lavoro dell’Autore rimasto nel cassetto per molti anni.Meritavano di venire alla luce, probabilmente questo era il momento adatto.Vi invito anche a leggere la Nota dell’Autore che descrive la genesi di questi nove racconti, figli di una sperimentazione. Abbiamo parlato in precedenza di ironia che sa sfociare anche nel sarcasmo. Francesco Loretucci sa scherzare e far ridere anche su temi drammatici, e come un cabarettista delle parole d’inchiostro su carta, tocca temi anche dolorosi ma con fine dovizia.

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La Morte, nell’immaginario collettivo, ha da sempre rappresentato quella fase della vita che ogni persona di certo spera di raggiungere il più tardi possibile.La paura di morire è, senza dubbio alcuno, presente in quasi tutte le culture del genere umano.Non a caso la tanatofobia appartiene alle paure ancestrali che molti cercano addirittura di esorcizzare, perché fa parte del ciclo naturale della vita e non ci si può sottrare in alcun modo, dal momento che prima o poi arriverà.I miti greci personificavano la morte in Thanatos, figlio di Notte e fratello di Ipno. Non a caso, dall’oscurità della notte e dalla dimensione onirica del sonno si può generare la parte più buia e indecifrabile che si condensa nella Morte.Così, come nella mitologia, la morte in un verso o in un altro, diviene protagonista attraverso il dipanarsi delle storie che andrete a leggere. I personaggi giocano sulla sottile linea che li potrebbe condurre a scavalcare oltre il piano della vita, per perdersi in un’altra dimensione dalla quale non sarebbe poi possibile fare ritorno.I racconti di Francesco Loretucci si immergono nel tema della morte sotto vari aspetti: alcuni ilari, alcuni sarcastici, altri in cui la morte non è una vero trapasso fisico, ma dell’anima o della concezione stessa della vita. Abbiamo poi quelli in cui la morte, per taluni, diviene l’unica via d’uscita o addirittura fonte di sopravvivenza.Una particolarità interessante riscontrabile in un paio di storie, invece, è il far apparire la morte come una persona che ha comunque i suoi problemi quotidiani, rendendola quasi umana. Inoltre l’ironia galleggia su alcuni di questi racconti, che fanno emergere le ambiguità che la trama svela un po’ alla volta, con tono serio seppur spiritoso, mediante veli che “celano mostrando” quel che vorrebbero nascondere.Alcuni sono molto brevi, vere e proprie fiammate di parole; altri presentano una struttura ed un’articolazione ben più tangibile, proponendo un vero e proprio costrutto che appassiona e coinvolge.L’eccesso delle emozioni nella contraddizione è un altro tema toccato, dove l’ironia della sorte abbraccia il dramma della quotidianità, come avviene in “Famiglia Felice”.Il doppio senso fa da padrone in questi brevi racconti, piacevole è percepirne l’essenza.Altra impronta lasciata tra queste pagine è quella dell’Oriente.Gli studi dell’Autore hanno influenzato alcuni aspetti di questi racconti, tanto da inserire conoscenze ed esperienze appartenenti a queste culture, amalgamandole in modo ben calibrato come troverete nel racconto di chiusura “L’albero della memoria”.In particolare, questo racconto conclusivo è intriso di emozioni, di ricordi, pulsa dell’eternità che mantiene intatta ogni forma composta di sostanza spirituale.È quasi un racconto a sé stante, che potrebbe non appartenere a questa raccolta. Eppure, in qualche modo, ne è la “summa”.È un piacere infatti leggere queste storie, frutto del lavoro dell’Autore rimasto nel cassetto per molti anni.Meritavano di venire alla luce, probabilmente questo era il momento adatto.Vi invito anche a leggere la Nota dell’Autore che descrive la genesi di questi nove racconti, figli di una sperimentazione. Abbiamo parlato in precedenza di ironia che sa sfociare anche nel sarcasmo. Francesco Loretucci sa scherzare e far ridere anche su temi drammatici, e come un cabarettista delle parole d’inchiostro su carta, tocca temi anche dolorosi ma con fine dovizia.

Informazioni aggiuntive

Titolo

Il Dubbio Di Signora Morte e Altri Racconti

Autore

Francesco Loretucci

Editore/Marca

Horti di Giano

ISBN

9781790963744

Anno di pubblicazione

2018

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