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di Valerio Varesi

Valerio Varesi tratteggia un affresco profondo e acuto della nostra società, delle ombre che si nascondono nel nostro quotidiano, dei cambiamenti della nostra psicologia sociale.

«Valerio Varesi è il Simenon italiano.» – Le Figaro

«Non so dove sia nata l’insicurezza, forse è solo suggestione. Alla tua assicurazione ti propongono una polizza contro gli atti vandalici, un tuo collega mette le inferriate. Poi esce una legge che ti obbliga a installare un sistema d’allarme. CI abbiamo pensato a lungo io e mio marito e ogni volta che dicevamo no ci prendeva uno strano senso di colpa, una sensazione di incoscienza di fronte al pericolo.»
«Credo che non ci sia nessun pericolo», scosse la testa Soneri. «Non è necessario che ci sia per davvero. È più insidioso ciò che sta dentro di noi di quello che c’è fuori.»

Il commissario Soneri non vedeva l’ora di lasciare l’afa agostana di Parma, e fuggire insieme ad Angela a Montepiano, sul suo amato Appennino. Troppo bello per essere vero. Infatti non è vero: pochi giorni dopo il loro arrivo, la quiete notturna del paesino viene squarciata da un grido proveniente dal bosco. Sarà il primo di una lunga serie. È stato un uomo del paese, a gridare, dopo aver ricevuto un colpo di pistola a una gamba. Ma non ricorda nulla. Né chi gli ha sparato, né per quale motivo. Soneri cerca di tenersi fuori, di salvare la sua vacanza, ma in cuor suo sa che è inutile. Anche perché nei giorni seguenti il paese viene invaso dai carabinieri. È proprio in quei boschi, infatti, che si è nascosto il criminale più ricercato d’Italia, il serbo Vladimir, macchiatosi di rapine e omicidi e poi datosi alla macchia. Ma i carabinieri, questa volta, sono convinti di averlo in pugno. L’unica cosa che lo spiegamento di forze dedicato alla caccia all’uomo riesce a ottenere è tuttavia il diffondersi della paura nel paese, tra gli abitanti, nell’animo dello stesso Soneri, stravolgendo la vita di Montepiano, le abitudini, i rapporti umani. Il serbo comincia ad apparire agli occhi della popolazione come una figura quasi leggendaria: tanto spietato, quanto apparentemente inafferrabile, capace addirittura di prendersi gioco di polizia e carabinieri con beffardi messaggi sui social network. Insomma, un criminale perfetto. Un po’ troppo perfetto, comincia a pensare Soneri. Anche ne La paura nell’anima, il commissario Soneri, come ha scritto «La Repubblica», “non si accontenta di scoprire il colpevole, interroga se stesso e una comunità, scava nelle contraddizioni di un’epoca”, e Valerio Varesi tratteggia un affresco profondo e acuto della nostra società, delle ombre che si nascondono nel nostro quotidiano, dei cambiamenti della nostra psicologia sociale.

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Descrizione

di Valerio Varesi

Valerio Varesi tratteggia un affresco profondo e acuto della nostra società, delle ombre che si nascondono nel nostro quotidiano, dei cambiamenti della nostra psicologia sociale.

«Valerio Varesi è il Simenon italiano.» – Le Figaro

«Non so dove sia nata l’insicurezza, forse è solo suggestione. Alla tua assicurazione ti propongono una polizza contro gli atti vandalici, un tuo collega mette le inferriate. Poi esce una legge che ti obbliga a installare un sistema d’allarme. CI abbiamo pensato a lungo io e mio marito e ogni volta che dicevamo no ci prendeva uno strano senso di colpa, una sensazione di incoscienza di fronte al pericolo.»
«Credo che non ci sia nessun pericolo», scosse la testa Soneri. «Non è necessario che ci sia per davvero. È più insidioso ciò che sta dentro di noi di quello che c’è fuori.»

Il commissario Soneri non vedeva l’ora di lasciare l’afa agostana di Parma, e fuggire insieme ad Angela a Montepiano, sul suo amato Appennino. Troppo bello per essere vero. Infatti non è vero: pochi giorni dopo il loro arrivo, la quiete notturna del paesino viene squarciata da un grido proveniente dal bosco. Sarà il primo di una lunga serie. È stato un uomo del paese, a gridare, dopo aver ricevuto un colpo di pistola a una gamba. Ma non ricorda nulla. Né chi gli ha sparato, né per quale motivo. Soneri cerca di tenersi fuori, di salvare la sua vacanza, ma in cuor suo sa che è inutile. Anche perché nei giorni seguenti il paese viene invaso dai carabinieri. È proprio in quei boschi, infatti, che si è nascosto il criminale più ricercato d’Italia, il serbo Vladimir, macchiatosi di rapine e omicidi e poi datosi alla macchia. Ma i carabinieri, questa volta, sono convinti di averlo in pugno. L’unica cosa che lo spiegamento di forze dedicato alla caccia all’uomo riesce a ottenere è tuttavia il diffondersi della paura nel paese, tra gli abitanti, nell’animo dello stesso Soneri, stravolgendo la vita di Montepiano, le abitudini, i rapporti umani. Il serbo comincia ad apparire agli occhi della popolazione come una figura quasi leggendaria: tanto spietato, quanto apparentemente inafferrabile, capace addirittura di prendersi gioco di polizia e carabinieri con beffardi messaggi sui social network. Insomma, un criminale perfetto. Un po’ troppo perfetto, comincia a pensare Soneri. Anche ne La paura nell’anima, il commissario Soneri, come ha scritto «La Repubblica», “non si accontenta di scoprire il colpevole, interroga se stesso e una comunità, scava nelle contraddizioni di un’epoca”, e Valerio Varesi tratteggia un affresco profondo e acuto della nostra società, delle ombre che si nascondono nel nostro quotidiano, dei cambiamenti della nostra psicologia sociale.

Informazioni aggiuntive

Titolo

La paura nell'anima

Autore

Valerio Varesi

Editore/Marca

Frassinelli

ISBN

9788868365318

Anno di pubblicazione

2018

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