Spore

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Spore è la prima raccolta in italiano di Tang Fei, una delle voci femminili più influenti della fantascienza contemporanea cinese. L’antologia, tradotta dal cinese da Francesca Bistocchi, comprende sette racconti, sette scenari molto diversi in termini di spazio e tempo, ma accumunati da un legame profondo con il nostro presente: realtà simulate, Big Data, intelligenze “non-umane”, teorie astronomiche, tatuaggi ombra, e neuroscienze sono soltanto alcuni dei temi che l’autrice esplora in storie tanto eclettiche quanto suggestive.

In Pepedue piccoli androidi raccontano le proprie storie tra un giro di giostra e l’altro in un parco divertimenti dalle tinte quasi magiche; in Spore, “un guardiano del tempo” crea l’arte dei tatuaggi ombra con l’obiettivo di imprimere il passato sulla pelle delle persone affinché non venga dimenticato. Nel buio di una stazione abbondonata, in 1761, un “neuromod” subisce un’operazione al nervo ottico e scopre di poter scansionare ogni dato e informazione della vita di ciascuna persona solo guardandola. La mia rosa preferita affronta gli effetti della realtà virtuale: se ogni aspetto della vita umana potesse essere soddisfatto mediante realtà simulate, che ne sarà delle relazioni umane, dell’amore, del sesso, e di tutto ciò che ci rende umani? Con Dipendenza, si entra nel campo dell’intelligenza vegetale, in un centro di recupero dove i pazienti sono curati tramite il trasferimento della propria dipendenza a una pianta speciale. Altro tema caro all’autrice è il ruolo dell’arte come mezzo per preservare i ricordi, affrontato non solo in Spore, ma anche in La spia olandese, dove un gruppo di artisti viene rimandato indietro nel tempo per trasmettere al cervello IA che governa la società attuale i grandi errori commessi nel corso della storia. Non mancano riflessioni sull’alienazione e sul perenne senso d’incertezza del presente, in Le tre stagioni della vita, dove la storia prende forma a partire dalla teoria astronomica della Stella della morte.

L’autrice: Tang Fei, pseudonimo di Wang Jing, nasce a Shanghai nel 1983 e fa parte della generazione di scrittori e scrittrici di fantascienza denominati balinghou, nati cioè dopo gli anni ’80. Autrice affermata sia in Cina che all’estero, membro della Science Fiction Writers Association, le sue opere sono pubblicate su Shanghai Literature, Flower City e Science Fiction World. La sua scrittura rifugge da ogni categorizzazione e tentativo di confinamento entro schemi di genere rigidi e definiti, tanto che la sua produzione spazia dalla fantascienza al fantasy fino al wuxia.

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Descrizione

di Tang Fei (Autore), Francesco Verso (a cura di), Dayana Montesano (Illustratore), Francesca Bistocchi (Traduttore)

Spore è la prima raccolta in italiano di Tang Fei, una delle voci femminili più influenti della fantascienza contemporanea cinese. L’antologia, tradotta dal cinese da Francesca Bistocchi, comprende sette racconti, sette scenari molto diversi in termini di spazio e tempo, ma accumunati da un legame profondo con il nostro presente: realtà simulate, Big Data, intelligenze “non-umane”, teorie astronomiche, tatuaggi ombra, e neuroscienze sono soltanto alcuni dei temi che l’autrice esplora in storie tanto eclettiche quanto suggestive.

In Pepedue piccoli androidi raccontano le proprie storie tra un giro di giostra e l’altro in un parco divertimenti dalle tinte quasi magiche; in Spore, “un guardiano del tempo” crea l’arte dei tatuaggi ombra con l’obiettivo di imprimere il passato sulla pelle delle persone affinché non venga dimenticato. Nel buio di una stazione abbondonata, in 1761, un “neuromod” subisce un’operazione al nervo ottico e scopre di poter scansionare ogni dato e informazione della vita di ciascuna persona solo guardandola. La mia rosa preferita affronta gli effetti della realtà virtuale: se ogni aspetto della vita umana potesse essere soddisfatto mediante realtà simulate, che ne sarà delle relazioni umane, dell’amore, del sesso, e di tutto ciò che ci rende umani? Con Dipendenza, si entra nel campo dell’intelligenza vegetale, in un centro di recupero dove i pazienti sono curati tramite il trasferimento della propria dipendenza a una pianta speciale. Altro tema caro all’autrice è il ruolo dell’arte come mezzo per preservare i ricordi, affrontato non solo in Spore, ma anche in La spia olandese, dove un gruppo di artisti viene rimandato indietro nel tempo per trasmettere al cervello IA che governa la società attuale i grandi errori commessi nel corso della storia. Non mancano riflessioni sull’alienazione e sul perenne senso d’incertezza del presente, in Le tre stagioni della vita, dove la storia prende forma a partire dalla teoria astronomica della Stella della morte.

L’autrice: Tang Fei, pseudonimo di Wang Jing, nasce a Shanghai nel 1983 e fa parte della generazione di scrittori e scrittrici di fantascienza denominati balinghou, nati cioè dopo gli anni ’80. Autrice affermata sia in Cina che all’estero, membro della Science Fiction Writers Association, le sue opere sono pubblicate su Shanghai Literature, Flower City e Science Fiction World. La sua scrittura rifugge da ogni categorizzazione e tentativo di confinamento entro schemi di genere rigidi e definiti, tanto che la sua produzione spazia dalla fantascienza al fantasy fino al wuxia.

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