Sino al 28 giugno a Milano è in mostra Paul Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Epoque.
Cosa c’entra con la grande letteratura un principe russo, parigino ed italiano d’adozione, scultore raffinato per vocazione? C’entra. Intanto perché la sua storia assomiglia a un romanzo fatto di talento e grazia. E poi è esempio di quanto l’arte e la letteratura siano spesso vicinissime. La Galleria d’Arte Moderna di Milano fino al 28 giugno racconta Paul Troubetzkoy a 160 anni dalla morte. E la serie incredibile di amicizie e incontri che ne fa ritrattista raffinato e ricercatissimo dall’élite europea e statunitense ad inizio ‘900. Merito di uno stile rapido che tratteggia ritratti in maniera istintiva. Niente disegni preparatori per lui che lavora sui soggetti dal vero. E realizza bronzi abbozzati e dal tratto immediato che è la sua cifra: gli stessi che, reduci dalla mostra che ha incantato Parigi, sono esposti a Milano.
Così sempre alla ricerca costante di soggetti nuovi, ritrae il tenore Enrico Caruso nel ruolo di Dick Johnson nell’opera “La fanciulla del West” di Giacomo Puccini. A Georges Bernard Shaw deve la definizione di “scultore più sorprendente dei tempi moderni”. Lev Tolstoj lo incontra per la prima volta a Jasnaja Poljana, la sua tenuta nella regione di Tula. Lo scultore non ha letto nulla del padre della letteratura russa. Eppure rimane affascinato dalla sua modernità e dalla visione del mondo: in un’epoca in cui non va certo di moda, Tolstoj è vegetariano. E Troubetzkoy si converte a sua volta al regime alimentare. Non solo: decide di ritrarre il suo ospite. Dirà poi: “Conoscevo bene il grande scrittore. Ho vissuto a lungo vicino a lui e ho potuto studiarlo a mio agio”. Beato lui.
Mostra Paol Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Epoque.
Mlano, Galleria d’Arte Moderna
Data: fino al 28 giugno
Orari: martedì e mercoledì dalle 10 alle 17,30, giovedì dalle 10 alle 21, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 19. Lunedì chiuso
Per informazioni: https://www.gam-milano.com/mostre/future/troubetzkoy
