Speciale Natale a cura di Salvatore Sconzo – Il Calamaio elettronico
Il Natale, per me, è una parentesi.
Una di quelle che si aprono piano, senza troppo rumore, quasi in intimità… e permettono al tempo di rallentare. È il momento in cui i ricordi tornano a bussare, portando con sé i giorni trascorsi nella casa dei miei genitori, quando le feste avevano il sapore semplice della meraviglia e la luce sembrava abitare ogni angolo.
C’erano colori più vivi, abbracci che avevano il peso gentile della carta dei regali, sorrisi che oggi non posso più incontrare, se non nella memoria. Volti che non ci sono più fisicamente, ma che continuano a vivere in quella eco di calore che mi accompagna quando penso a quei giorni ormai lontani. E poi i profumi: cucina piena, tavole infinite, stanze che sapevano di attesa e di famiglia. Basta un ricordo, a volte, per riempirmi ancora di una gioia quieta, attraversata da una nostalgia che non fa male, ma insegna e mi parla.
So di essere stato fortunato. La vera fortuna è questa: aver vissuto emozioni capaci di tornare vive anche solo nel pensiero. Il Natale, al di là delle credenze religiose o delle tradizioni popolari, dovrebbe essere proprio questo: un invito a rallentare, a lasciarsi attraversare dai ricordi buoni, a dare spazio alle emozioni più sincere del nostro cammino.
Non tutto è perfetto, non tutto è facile. Ma forse non è nemmeno necessario.
A volte basta un ritmo più lento, un abbraccio in più, una fatica condivisa, per dare ai giorni un significato diverso. Magari non perfetto. Ma un po’ più felice.
