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Febbre alta di Andrea Cotti – Le recensioni di Fiorenza

DiFiorenza Pistocchi

Nov 14, 2025

Fiorenza Pistocchi legge e recensisce per il Covo “Febbre Alta” di Andrea Cotti.

Vittoria Melis sta una chiavica. Ha trentotto di febbre, male allo ossa, i brividi, il naso otturato, le ronzano le orecchie e le gira la testa. È influenza, sicuro, e lei dovrebbe starsene a letto, ma è sarda e cocciuta, ed è pure donna, e non vuole fare come i maschi che con due linee di febbre sono moribondi.

Santino Fiore ha cinquantacinque anni e sta una merda. Cardiopatia acuta con angina instabile. Il suo cuore perde colpi e ormai non può più lavorare. Nel suo mestiere, infatti, il cuore – un battito regolare, nessun affanno, le mani ferme, il cervello lucido – è particolarmente importante, visto che quello che fa è ammazzare le persone.

Cristiano Doni sta uno schifo. Il mal di denti lo fa diventare pazzo. Il molare pulsa e il dolore gli stringe le mascelle, risale fin dentro al cranio e gli perfora il cervello.

Davide Sarno sta morendo, quindi in un certo senso non sta. È come se fosse un po’ di qua e un po’ di là. Ha un tumore allo stomaco…

Andrea cotti

La trama

Santino Fiore, un killer di professione, un po’ troppo romantico visto che ha fatto famiglia con Marta, un’intraprendente ristoratrice romana (vi ricordate Diario di un killer sentimentale di Sepùlveda?), arriva a San Giovanni in Persiceto con una missione: uccidere qualcuno, un personaggio diventato scomodo per… qualcun altro. Peccato che Fiore sia malato di cuore, costretto a sospendere le medicine salvavita per ottenere il massimo della concentrazione necessaria per portare a termine il proprio lavoro. Questo fattore sarà determinante per lui e per alcune altre persone.

Non è l’unico che sta male: Cristiano Doni, un balordo che non sa ancora quale sia il suo posto nel mondo, ha un terribile mal di denti; invece Davide Sarno, un falegname dal passato misterioso, ha un tumore e cerca di capire quale sia il modo migliore per farla finita senza turbare la sua famiglia; infine, la Vice Ispettrice di Polizia Vittoria Melis ha la febbre che, nei quattro giorni in cui si svolge la vicenda, le sale sempre di più, fino al momento cruciale in cui è prossima al delirio. Si sente oppressa, non solo dalla febbre, ma da una carriera in cui le promozioni che ha ottenuto le sembrano collegate a qualcosa di poco chiaro e… ci si mette pure il suo fidanzato, che vorrebbe che il loro rapporto facesse un salto di qualità e diventasse più stabile.

Sullo sfondo un paesone di provincia, apparentemente bonario e sonnacchioso, ma infiltrato sottilmente dalla ’ndrangheta, in cui un rappresentante di spicco della stessa si aggira indisturbato. 

Tutti i nodi arrivano al pettine nel medesimo istante per tutti i personaggi, ma… succede qualcosa di quasi impossibile e la matassa ingarbugliata si scioglie come neve al sole. Vittoria Melis ne esce vincitrice (nomen omen) e decide che darà retta al fidanzato, mentre attende la guarigione dalla febbre e, forse, una promozione a ispettore. 

Il nostro punto di vista

Andrea Cotti sceglie di ambientare questo giallo nella città in cui è nato e ha vissuto, quindi ce la presenta nei suoi vari aspetti, facendola vivere davanti ai nostri occhi con rapide pennellate. Ma non basta: uno dei personaggi, l’innamorato paziente e premuroso della Sovrintendente di Polizia Vittoria Melis, si chiama proprio Andrea Cotti, un fatto che non può sfuggire a un lettore attento. Quindi viene immediatamente da chiedersi quanto la vicenda raccontata rispecchi la realtà del luogo e dei personaggi. Criminalità organizzata e misteri irrisolti inquinano l’immagine del posto e offuscano i contorni della vicenda. 

L’autore scrive con un ritmo sincopato, con il continuo passaggio da un personaggio all’altro, nell’attesa, costruita con perizia e crescente suspense, di farli incontrare tutti, dal più stupido al più intelligente, al più tormentato, per fornirci la soluzione con un colpo di scena da cardiopalma.

La scrittura è efficace e sintetica, per tenere sempre desta l’attenzione del lettore.

Un bel noir da leggere preferibilmente con spirito dinamico, correndo o camminando velocemente sul tapis roulant, con il libro appoggiato al sostegno davanti a noi, pronti a variare il ritmo della falcata, seguendo quello della storia.

L’autore

Andrea Cotti è nato a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, dove per alcuni anni ha gestito una libreria. La sua attività letteraria spazia dalla iniziale poesia, che gli ha valso alcuni premi, alla narrativa in cui ha esordito con alcuni romanzi da cui sono stati tratti i film Un gioco da ragazze e Marpiccolo. Ha scritto anche sceneggiature tra cui quelle delle serie dell’Ispettore Coliandro, di Squadra Antimafia, e di R.I.S. Roma. 

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