• Febbraio 18, 2026 3:54 am

Comprensorio Rossolago di Chiara Moscardelli -Le recensioni di Fiorenza

DiFiorenza Pistocchi

Gen 15, 2026

Fiorenza Pistocchi ha letto e recensito per il Covo il nuovo libro di Chiara Moscardelli, “Comprensorio Rossolago” – Einaudi Edizioni.

Non accese la luce. Non poteva certo sapere che quella decisione le avrebbe salvato la vita. Si alzò in fretta dal letto e andò a recuperare la biancheria dalla lavatrice. Fuori, la grandine aveva lasciato il posto alla pioggia. A un certo punto, i suoi occhi colsero un movimento fugace all’interno dell’appartamento di fronte… senza volerlo indietreggiò e si nascose dietro una tenda. Perché lo aveva fatto? Non aveva senso. Eppure percepiva che qualcosa non andava, lo aveva avvertito alla bocca dello stomaco…

La trama

Cettina non potrebbe essere una testimone attendibile: notoriamente alcolizzata a causa delle mazzate ricevute dalla vita, ha visto compiere un delitto, come in una reminiscenza dell’hitchcockiano “La finestra sul cortile“. Ma, a differenza del protagonista del film, non ha nessuna intenzione di indagare su quello che è accaduto, troppo sconvolta dalla paura di essere stata vista dall’assassino, e di essere diventata, per questo, da eliminare. E in effetti subisce almeno due tentativi di essere uccisa, dai quali si salva per circostanze fortunate.

Olga Rosalia Bellomo per la prima volta in vita sua aveva paura. Non si era mai trovata in una situazione simile, non era capace di gestire il cambiamento. Dopo quanto era successo poco più di un anno prima, non poteva certo tornare a vivere la sua vecchia vita, ma allo stesso tempo non riusciva ad affrontare la nuova. Il padre avrebbe definito la sua situazione uno «stallo alla messicana», solo senza armi.

Chi indaga, invece, dopo la scoperta del cadavere, è Olga, l’atletica tatuatrice, detective a tempo perso, ritiratasi in un paesino vicino al Lago Maggiore per segnare uno stacco proprio da questa vita nuova che, rispetto a quella precedente, la mette in difficoltà perché i sentimenti hanno prodotto una crepa nella scorza che il padre aveva creato dentro e intorno a lei. Olga è innamorata, ma non lo accetta e non lo vuole ammettere, di Gabriele Pasca, un giornalista d’assalto, che nel tentativo di aiutarla si butta nelle indagini, viene rapito, drogato, liberato, nuovamente messo in pericolo e salvato in extremis. 

Gabriele correva, ma c’era qualcosa che non andava. Procedeva a zig-zag per evitare gli alberi. Si trovava in un bosco molto fitto e qualcuno lo stava inseguendo. Almeno così credeva… Gli sembrò di precipitare nel vuoto e spalancò gli occhi. Era sdraiato supino su un pavimento freddo…

Nelle indagini di Olga entrano una miriade di personaggi, dal sindaco Sebastian al marito di quest’ultimo, Max, alle amiche della Residenza Gli Oleandri, persino Cettina e il variegato mondo del paesino di Cheglio, ognuno con un ruolo breve ma a quanto pare fondamentale per la soluzione del caso. Una soluzione inaspettata, che arriva da lontano, da un passato oscuro e torbido, tenuto nascosto per anni, ma alla fine palesato come il classico coniglio che esce dal cappello del prestigiatore. Il colpevole è individuato e neutralizzato, e il merito va tutto a una poliziotta, sosia della cancelliera Merkel, che nemmeno si è resa conto di cosa le sta succedendo intorno. Nel frattempo Olga pare finalmente convinta di non poter rinunciare all’amore di Pasca, mentre una ulteriore sorpresa che la riguarda da vicino sembra darle la forza per allontanare per sempre i propri fantasmi e dare una svolta alla propria vita.    

Il nostro punto di vista

Lo scrittore che si cimenta nella seconda o ulteriore avventura del proprio personaggio si pone sempre su un piano scivoloso: da una parte, se vuole dare continuità alla storia, collegandola strettamente alla precedente, rischia di addentrarsi in “spiegoni” che possono rallentare l’azione e annoiare il lettore; dall’altra, se dà per scontato che chi legge conosca anche il primo libro della serie, rischia di tralasciare elementi fondamentali come le relazioni tra i personaggi, il loro aspetto, la loro personalità, il loro passato, insomma tende a correre, ma a volte troppo, e la narrazione può perdere profondità per il lettore che si avvicina al secondo romanzo della serie, senza aver letto il primo. 

Questo è il caso, ma spero che altri lettori mi smentiscano, di questo romanzo che, a mio parere, procede un po’ troppo a zig-zag tra situazioni, personaggi, tempi e luoghi. 

Se l’obiettivo era tenere desta l’attenzione del lettore, qui la si tiene sulla corda dall’inizio alla fine, nel senso che se per qualsiasi motivo si interrompe la lettura, diventa opportuno, alla ripresa, tornare indietro per ricordare chi sono e cosa hanno fatto i personaggi tirati in ballo, dei quali è meglio ricostruire le ultime mosse per andare avanti con piacere. 

Lo stile è essenziale, sintetico e disinvolto, tipico del genere rosa crime, di cui l’autrice è un’esponente di spicco. 

Da leggere tutto d’un fiato, se possibile comodamente sdraiati sul divano, con i piedi appoggiati su un cuscino, posti un po’ più in alto della testa, in modo che il sangue affluisca, facilitando le connessioni sinaptiche, per non perdere il filo del racconto. E con accanto una buona bibita analcolica alla frutta, perché anche le vitamine aiutano.   

L’autrice

Chiara Moscardelli è nata a Roma, ma vive a Milano, dove lavora nel settore dell’editoria. 

Ha esordito come scrittrice nel 2011 con il romanzo rosa Volevo essere una gatta morta, Giunti.

È autrice di altri sette romanzi: dalla narrativa di genere chick lit, quella delle giovani donne indipendenti alle prese con i tormenti del cuore, del lavoro, o dei delitti irrisolti. È una delle esponenti del cozy crime italiano, il giallo leggero che vede impegnati nelle indagini detective, soprattutto donne, non istituzionali e spesso originali. 

Ha lavorato per le case editrici Fanucci e Garzanti e collabora con l’inserto culturale di LaStampa Tuttolibri e le riviste Vanity Fair e Donna Moderna

Ha scritto anche La vita non è un film, Einaudi, 2013; Quando meno te lo aspetti, Giunti, 2015; Volevo solo andare a letto presto, Giunti, 2016;  Volevo essere una vedova, Einaudi, 2019; Extravergine, Solferino, 2019; Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli, Giunti, 2018; Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine, Giunti, 2020; Teresa Papavero e i fantasmi del passato, Giunti, 2023; Io e Rhett. Storia del mio gatto e di tutto quello che ho imparato da lui sulla vita, la felicità e gli uomini, Sperling & Kupfer, 2022; La ragazza che cancellava i ricordi, Einaudi, 2022. 

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