Per Comfort Book, Antonella ha letto per noi L’Affaire Simenon di Tiziano Fratus.
Dall’editore Solferino arrivano ottime notizie. La simenonite che affligge milioni di persone, per lo più lettori compulsivi delle opere del celeberrimo autore belga, non è una patologia mortale. Al contrario, con questa condizione si può felicemente convivere. Parola di Tiziano Fratus, poeta, scrittore immaginifico, infaticabile cercatore di alberi e autore di una guida definitiva e appassionata per orientarsi in quel mistero multiforme che è stato, ed è tutt’ora, Georges Simenon.
Se L’Affaire Simenon. Tutto quello che dovreste sapere sul padre di Maigret e sulla sua opera sterminata (edito nel 2025) rientra di diritto nella categoria dei saggi, resta però prima di tutto un godibilissimo scrigno di informazioni e curiosità. Molte inedite. Tutte utili a delineare l’uomo che si cela dietro ai fortunati romanzi.
C’è, per esempio, la proposta di matrimonio alla prima moglie Tigy, conosciuta al veglione di capodanno del 1921: “lui era ancora solo un giornalista de La Gazette che si faceva chiamare Georges Sim, una canaglietta vivace, mezzo ubriaco, che cantava e faceva già la corte alla ragazza, leggendole le sue ultime poesie. La mattina dopo, però, la aspetta in strada con un mazzolino di violette in mano: talora basta poco”.
Insieme viaggiano molto, vivono forte. Insieme mettono su una fattoria, nelle campagne tra Nieul e Marsilly, con tanto di allevamento di animali e “addirittura due lupi portati personalmente in Francia dalla lontana Turchia, in un carambolesco viaggio degno dei personaggi più avventurosi di un romanzo esotico d’appendice”. E vogliamo parlare della serata inaugurale per presentare l’uscita dei primi gialli (Monsieur Gallet, décédé e Le Pendu de Saint-Pholien)?
“L’originalità della serata fu anche assicurata dal tipo di inviti che erano stati stampati e spediti, sottoforma di mandato di comparizione e, all’ingresso, gli invitati dovevano dichiarare i propri connotati antropometrici”. E’ solo l’inizio: Simenon conosce bene i gusti del pubblico e per tutta la vita si conferma un maestro nell’intercettarli. Cogliere lui non è altrettanto agevole. Servono determinazione e una sensibilità specialissima: Fratus ci riesce, restituendo, insieme, una fotografia briosa dell’epoca e dei luoghi, che siano Francia, America o il mondo intero.
Come spiega il sottotitolo rivelatore dell’Affaire, dentro c’è tutto, ma proprio tutto, Simenon. Di volta in volta provinciale affamato di vita, “cosaro” feticista, studioso dell’uomo, fabbrica di romanzi, bulimico compulsivo, viaggiatore curioso. Uno che non contempla l’esistenza. Al contrario, vive. Appieno.
E in questa fretta di provare ogni cosa che si traduce in foga di scrittura, si rivela individuo preda di umanissime ambizioni e desideri. Perciò capace, come il suo commissario, di parlare a tutti in un rassicurante e coinvolgente spaccato esistenziale.
Per navigare la sua prolifica e sconfinata produzione (o anche solo per evitare di acquistare lo stesso romanzo pubblicato con titoli diversi) serve però una mappa. Guidato dall’amore di una vita, Fratus esplora con metodo. Ci sono le tante edizioni, il corpus di romanzi e racconti spesso difficili persino da conteggiare, gli pseudonimi e poi le rivisitazioni teatrali e televisive. E quel sapore di un secolo, il ‘900, che non ha eguali. Il tutto restituito con una scrittura in stato di grazia che tradisce l’appassionato lettore. Il suo Affaire così prodigo di informazioni curatissime racconta segreti, filosofia, confronta interpretazioni. Ma non fatevi ingannare. Pagina dopo pagina, il libro rivela la sua vera identità che è invito ad osservare il mondo con occhi curiosi e a curarsi con la letteratura per vivere meglio.
Ed eccolo, il segreto. Come ogni patologia che si rispetti, la simenonite merita una terapia. Fratus sembra averla trovata: abbandonarsi al glorioso piacere dei libri.
E noi? Rischiamo seriamente di ammalarci di Fratusite.
