Roberto Pegorini recensisce per il Covo della ladra il nuovo romanzo di Vittorio Renuzzi: “Tra l’ombra e la rabbia”, Todaro Editore. Venerdì 21 novembre l’intervista live.
Quando ho avuto tra le mani in anteprima il nuovo romanzo di Vittorio Renuzzi ammetto che ho avuto un attimo di perplessità. Non certo per lo scrittore, ci mancherebbe, quanto perché stiamo parlando di un libro ambientato nel passato, precisamente nel marzo 1848, ai tempi delle Cinque giornate di Milano. E pur essendo un noir, genere che divoro, io ho sempre un approccio complicato verso le letture che non si svolgono ai giorni nostri o comunque nel periodo che va a coprire i miei anni di vita. È un bisogno, stupido, me ne rendo conto, direi anche un limite, ma io riesco meglio a entrare nelle pagine e nella storia. Ebbene, lo dico subito. “Tra l’ombra e la rabbia” è riuscito fare questo piccolo miracolo.
Giallo storico per davvero
Già, perché ho vissuto e respirato per tutta la trama come se fossi perfettamente inserito nel contesto storico sociale del romanzo. I motivi? Molteplici. A partire dall’ottima penna di Renuzzi che racconta una Milano antica eppure così attuale. I luoghi in cui si sviluppa sono quelli che io conosco e anche se sono trascorsi quasi due secoli sono riuscito a vederli. Non era così scontato, anzi. Eppure, faccio un esempio, quando ambienta una scena sui Navigli, io non li immaginavo come sono adesso, bensì come erano allora e mi veniva spontaneo, non dovevo fare alcuna fatica.
E poi c’è il ritmo della storia che si sviluppa con un alternarsi di descrizioni e dialoghi sempre convincenti e taglienti in grado di narrare il carattere dei personaggi senza doversi soffermare su quelle spiegazioni che a volte risultano ridondanti. Avete presente il detto “parla come mangi?”. Ecco qui i personaggi lo fanno alla perfezione. Leggi un virgolettato e comprendi il carattere e lo stato sociale della persona che sta parlando.
Di cosa parla “Tra l’ombra e la rabbia”
“Tra l’ombra e la rabbia” è la storia di un omicidio iniziale che pare staccato dal contesto, come se dovesse essere un modo per presentarci la Milano di quell’epoca e basta. Con il passare delle pagine, invece, si riallaccerà alla trama principale incentrata sulla scomparsa improvvisa e inspiegabile di una donna giovane e bella, sposata a un nobile molto più anziano di lei e con gravi problemi di salute. La sua disperazione di non poterla avere accanto viene raccolta dal medico e poeta Giovanni Rajberti, personaggio realmente vissuto, e il soldato ungherese Gorgey, due uomini agli antipodi che si mettono insieme alla ricerca della sposa. Ed è proprio la loro diversità a funzionare. L’uomo di scienza più cauto, ma anche più razionale, il guerriero più irriverente e all’apparenza senza paura, guidato solo dalla fretta di risolvere l’arcano.
Dovranno muoversi in una Milano pericolosa già di suo, resa ancora più calda da una popolazione stanca e prossima a insorgere contro gli austriaci del maresciallo Radetzky. Di più della trama non voglio dire perché questo romanzo va assaporato senza avere ulteriori indizi. Ma un’ultima riflessione la voglio aggiungere: l’abilità di Renuzzi è anche quella di regalarci un affresco di una Milano che si sta trasformando, dove il progresso è un qualcosa di inevitabile, ma non per questo da tutti accettato.

Vi aspettiamo al Covo della Ladra
📌venerdì 21 novembre
📌 dalle 18.30
📌in Via Scutari 5 – Milano – Citofono iDobloni
Se non hai già letto il libro scrivici al 3487459627 per ritirare la tua copia con dedica durante l’evento.
