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Treno infernale per l’angelo rosso di Franck Thilliez – I libri di Annelies

DiI libri di Annelies

Feb 19, 2026

Annelies si è immersa, per il Covo, nella lettura sconvolgente di “Treno infernale per l’angelo rosso” di Franck Thilliez, Dark Side Fazi Editore.

“C’è un limite oltre il quale è impossibile immedesimarsi nel dolore altrui; lo si può soltanto immaginare, sentirne il soffio lungo la spina dorsale, rabbrividire così tanto da rannicchiarsi sotto le coperte. Ma non si può davvero provare quello che prova l’altro. Mai…”

Treno infernale per l’Angelo rosso è il romanzo d’esordio di Franck Thilliez, pubblicato inizialmente in Italia dalla casa editrice Nord nel 2009 con il titolo “La Macchia del Peccato”. Ora riproposto da Fazi in una versione rivisitata dallo stesso autore. Il libro si apre con una lettera in cui Thilliez presenta il protagonista, lo stesso del prequel 1991”, ma ambientato in un periodo cronologico differente. La trama si inserisce facilmente nel genere thriller poliziesco/noir, con forti sfumature psicologiche e crime. Non si limita a essere una semplice indagine, ma esplora soprattutto i meccanismi del male, trattato come una forza da analizzare sia nella società che nella psiche umana. L’ambientazione, cupa e grigia, è tipica del noir e contribuisce a intensificare il senso di spaesamento e la tensione emotiva che permeano tutta la narrazione.

“Qui il male chiama altro male, la crudeltà genera bestialità, la scienza si fa beffe della fede e di ciò che, prima di tutto, rende umano un essere umano.”

Due parole sulla trama

Franck Sharko è un commissario tormentato dalla scomparsa della moglie Suzanne. Dopo un lungo congedo, viene coinvolto in un’indagine su un omicidio particolarmente cruento: il cadavere di una donna è stato trovato sospeso da un complesso sistema di ganci e corde. Questo omicidio è il primo di una serie di delitti collegati, che segna l’inizio di una partita a scacchi tra Sharko e l’assassino, un individuo astuto, con un’intelligenza perversa, che trascina il protagonista in una spirale di morte.

Treno infernale per l’Angelo rosso” di Franck Thilliez è un thriller spietato con una penna forse un pizzico acerba, rispetto ai lavori futuri, ma certamente influenzata dalla sua precedente esperienza professionale: l’informatica dei primi anni Duemila assume un ruolo centrale. 

La scrittura è intensa, cruda, ricca di dettagli macabri, dotata di un linguaggio privo di filtri che trascina il lettore in un mondo costruito sull’inquietudine, dove la violenza e la depravazione sono parte integrante del gioco. Thilliez non risparmia nulla al lettore. 

Il tono narrativo è avvincente, coinvolgente, capace di creare un crescendo di tensione, mentre l’atmosfera cupa che permea l’intero romanzo tiene il lettore incollato dalla prima all’ultima pagina. Tuttavia, la crudezza di alcune scene lo rende anche un romanzo non adatto a tutti, può infatti, risultare disturbante e, a tratti, eccessivo.

Grazie al ritmo incalzante, caratterizzato da una grande spinta emotiva e narrativa, il lettore si trova costantemente coinvolto e impaziente di scoprire cosa succederà dopo. La parte introspettiva è curata con grande attenzione, aspetto che ho trovato particolarmente intrigante. Non ho apprezzato però i capitoli lunghi, poiché in questo genere letterario li prediligo più brevi. In alcuni punti la tensione sembra calare leggermente, quando l’autore si perde nelle descrizioni o in alcuni dettagli tecnici. Sono comunque passaggi importanti, funzionali allo sviluppo della narrazione.

La costruzione dei personaggi è coerente e sviluppata con cura. Franck Sharko, già protagonista in 1991”, è un personaggio dalla personalità complessa e sfaccettata, condizionato dalla scomparsa della moglie che si intreccia profondamente con le vicende del romanzo, conferendogli ulteriore spessore. Sharko è un antieroe tormentato dalle proprie ferite interiori, mosso dall’ossessione di scoprire il colpevole e da una vulnerabilità che lo rende autentico e credibile.

Accanto a lui troviamo Elisabeth Williams, una criminologa e Thomas Serpetti, un genio informatico. Il mio personaggio secondario preferito è Dudù Camelia, la vicina di casa. Una donna fuori dal comune, di origine creola, dotata di una sensibilità speciale che le consente di avere visioni che influenzano lo sviluppo delle indagini. Dudù Camelia si inserisce perfettamente nel contesto della storia, aggiungendo un elemento di diversità e le sue sfumature culturali, i cibi che prepara, i profumi che escono dalla sua cucina, gli abiti sgargianti che indossa, arricchiscono la narrazione. La caratterizzazione dei personaggi è ben bilanciata: non appaiono stereotipati ma contribuiscono a dare corpo alla trama e ad arricchire l’universo narrativo.

In conclusione, ho apprezzato molto questo romanzo, ho la fortuna di riuscire a leggere particolari cruenti riuscendo a mantenere una distanza emotiva che mi permette di concentrarmi sullo sviluppo della trama e sulla piacevolezza della scrittura. Nonostante le scene violente resta un lavoro potente, un ottimo punto di partenza che permette di conoscere Frank Sharko. Il libro è collegato al precedente, che non ho letto, solo perché il protagonista è il medesimo, ma trama e sviluppo della storia sono diversi e sono uno indipendente dall’altro. 

L’autore

Nato nel 1973 ad Annecy, Thilliez ha una formazione scientifica come ingegnere informatico. Questa formazione emerge chiaramente nei suoi romanzi: è un appassionato di documentazione rigorosa, neuroscienze, psicologia, tecnologia e dei complessi meccanismi della mente umana.

Le sue opere sono costruite come veri e propri ingranaggi complessi, con trame che si fondano su un rigore razionale. Thilliez è conosciuto anche come il maestro del thriller scientifico e psicologico, e nei suoi libri si trovano frequentemente temi come neuroscienze, manipolazione mentale, traumi psicologici, esperimenti scientifici estremi e serial killer con basi cliniche o neurologiche.

Nelle storie di Thilliez, la “caccia al killer” non è mai l’unico focus: è sempre accompagnata da una riflessione profonda sui meccanismi della mente umana. Il suo stile ha una forte impronta cinematografica. L’atmosfera è cupa, oscura e spesso claustrofobica, con ambientazioni che imprigionano il lettore in una morsa. Per chi apprezza questo genere, Frank Thilliez è sicuramente un autore da esplorare.

“Nella vita ho fatto di tutto. Lancio con il paracadute, bungee jumping, drag racing, sono salito sulle giostre più estreme, eppure non c’è nulla che sia minimamente paragonabile allo scossone che ti dà una nuova scena del crimine quando ti si imprime nella retina. Ancora oggi non saprei dire cos’è che mi scuote a tal punto. Forse la paura, oppure, banalmente, l’incapacità umana di sostenere la vista dell’orrore nella sua espressione più sconvolgente.”

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