• Agosto 7, 2026 4:52 am

Un libro tira l’altro, aspettando Ferragosto

DiCovo della Ladra

Ago 6, 2026

Sette libri da divorare aspettando Ferragosto, scelti dalla nostra Antonella Gonella.

Partiamo da un dato di fatto: ogni occasione è buona per procurarsi nuovi libri. Quindi il Ferragosto alle porte può essere perfetto per recuperare sulle letture in arretrato o anche solo per una visita in libreria. Che voi siate nel bel mezzo delle meritate vacanze o bloccati al lavoro, oppressi dal caldo o perfettamente a vostro agio con il clima tropicale di questi giorni, quale migliore occasione per un’evasione tutta letteraria? E allora eccovi non una, ma sette recensioni. O proposte di lettura. Una al giorno, a segnare quelli che ci separano dal 15 agosto, apice dell’estate. Il risultato? Un conto alla rovescia in linea con una moda piuttosto diffusa in rete. O un punto di partenza per fare scorta in vista dell’autunno. In fondo non c’è niente di meglio di una pila di novità da leggere sul comodino. Ci saranno una buona dose di mistery, dunque, come da ricetta della casa (siamo pur sempre al Covo della Ladra di Libri), con un pizzico di rosa e qualche revival storico. Ma di gran classe.

Come ogni lista che si rispetti, ci vuole un filo conduttore: in questo caso potrebbe essere la tendenza del ritorno al passato, molto in voga a partire dall’Odissea riscoperta grazie al grande schermo. Perché i romanzi e i gialli storici spopolano? Il motivo starebbe nel distacco, almeno metaforico, dalla realtà contemporanea: insomma, ogni tanto prendere le distanze aiuta. Senza contare il piacere di un altrove, magari non altrettanto comodo e tecnologicamente confortevole rispetto alla contemporaneità, ma di indubbio fascino. 

1. Un tranquillo delitto in campagna di T. E. Kinsey

Così è per la recente edizione italiana di Un tranquillo delitto in campagna di T. E. Kinsey. Ad Astoria il merito della pubblicazione della serie di mistery dedicati alla coppia composta da Lady Emily Hardcastle, intraprendente e anticonformista nobildonna, e dalla sua cameriera personale, Florence Armstrong, esperta in acconciature femminili e in arti marziali. Siamo nell’Inghilterra Edoardiana. E le signore si ritirano in campagna per cercare un po’ di pace dalle recenti avventure investigative. La storia però insegna: mai fidarsi dei villaggi britannici. Così due cadaveri, parecchi misteri e pericoli dopo, si ritrovano a investigare. Contando sulla reciproca fedeltà e su un’amicizia che travalica classi sociali e divisioni di ceto. E con l’aiuto di qualche bicchiere di brandy. Per dirla con Emily: “Che il demonio si porti via il maledetto tè”.

2. Una zitella d’oro di Rebecca Quasi

Che poi romanzo storico non significa necessariamente datato. Al contrario. Il genere offre possibilità di rivisitare tematiche modernissime con una certa disinvoltura: lo sa bene Rebecca Quasi, in libreria con l’ultimo lavoro edito da Mondadori. La sua Cecily Higgins è totalmente indipendente e divertentissima. Una zitella d’oro che, accantonate le velleità matrimoniali, si scopre affamata d’autonomia e con un futuro letterario, ovviamente segreto. Siamo pur sempre alla fine del 1800 e regole sociali, usi e costumi sono rispettati con maestria, seppure non del tutto condivisi dall’autrice. Come recita il vecchio adagio “in amor vince chi fugge”: la protagonista si rivela così nella posizione migliore per suscitare l’interesse di un duca che dovrà faticare non poco per conquistarla. Per il piacere dei lettori. Godibilissimi e degni di nota i dialoghi.

3. Il club delle arzille detective di Amanda Ashby

A proposito di carattere, meritano una menzione le componenti de Il club delle arzille detective di Amanda Ashby (edito da Storm). Intanto il libro è il primo di una serie, per gli amanti dei sequel. Poi le signore sono tutte in età da pensione, ma con poca voglia di appendere la curiosità al chiodo. La protagonista, Ginny, si è trasferita da poco a Little Shaw, nel Lancashire, nel tentativo di superare il lutto per la scomparsa del marito. Troverà amiche e alleate nelle altre vedove del paese, specie per capire chi ha ucciso (perché di omicidio si tratta, non ci sono dubbi) la bibliotecaria in carica. Signora piuttosto indisponente, va detto, ma non per questo meritevole di una fine ingloriosa, travolta da una pila di volumi di Lee Child, autore di thriller di successo. Il risultato è un cozy crime che parla delle seconde possibilità, della forza dell’amicizia e dell’utilità di un gatto, non senza una buona dose di humor tutto british.

4. Monsieur le comte e l’arte di uccidere di Pierre Martin

Una trasferta in Francia, a questo punto, ci sta proprio bene. Specie se la destinazione è la Costa Azzurra, meta vacanziera e agostana per eccellenza. Monsieur le comte e l’arte di uccidere è un mistery un po’ speciale, perché osserva l’azione da un punto di vista inedito. Tra ville da sogno e donne dal fascino indiscutibile, Pierre Martin (che a dispetto dello pseudonimo è tedesco fino al midollo e autore della fortunata serie di Madame le commissaire) per Neri Pozza racconta di Lucien, ultimo erede della dinastia dei conti de Chacarasse. Una pecora nera al contrario che si dedica alla carriera da ristoratore vista mare, in barba alle pretese dei suoi antenati blasonati. Ad un certo punto però la vita gli presenta il conto: deve farsi carico dell’ingombrante eredità di famiglia per cui è stato addestrato fin da bambino, ovvero l’arte di uccidere in cui i de Chacarasse sono maestri da secoli. Non volgari assassini, “ma “fornitori di servizi” che avevano elevato l’omicidio a forma d’arte” precisa l’autore. Qualcosa che sembra non andare d’accordo con la filosofia del protagonista, guascone gentiluomo pieno di joie de vivre. E indubbiamente affascinante.

5. Delitto all’ora del vespro di Richard Coles

Chi non resiste al fascino degli investigatori in tonaca, può contare sulla serie del Rev. Richard Coles che parroco lo è davvero e racconta le vicissitudini e indagini del Canonico Daniel Clement, suo collega di fantasia. Rettore della parrocchia di St Mary, il prelato deve fare i conti con le molto terrene beghe dei fedeli. Specie se in Delitto all’ora del vespro (Einaudi 2023) annuncia dal pulpito l’intenzione di dotare la chiesa di un bagno, finendo per scatenare una vera rivolta popolare. E un omicidio. A caccia della verità, potrà contare sulla sua conoscenza dell’animo umano e sui suoi bassotti tedeschi.

6. Il ventaglio di Lady Windermere di Oscar Wilde

La sezione grandi classici vede un compleanno importante. Anche i libri festeggiano gli anniversari: Il ventaglio di Lady Windermere di Oscar Wilde ne celebra 135. Scritto nel 1891 nasce come piece teatrale, ma è lettura godibilissima e attuale. Oltre che una delle migliori prove dello scrittore, completo della garbata ironia che è il suo marchio di fabbrica. Dentro ci sono l’ipocrisia della società con tutte le sue regole e le eccezioni. E naturalmente i piacevoli fraintendimenti che portano la protagonista dal ruolo di moglie trascurata a sospetta traditrice, fino al lieto fine.

7. Povera gente di Fedor Dostoevskij

Bisognerà invece aspettare ottobre per la riedizione di Povera gente di Fedor Dostoevskij da parte di Neri Pozza: si tratta di un’opera giovanile del 1864 che segna il suo esordio come scrittore. Quando compare l’autore ha 24 anni, ma alla critica bastano poche pagine per consacrarlo come erede di Puskin e Gogol. Vale la lettura.

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