• Aprile 27, 2026 1:36 pm

Non esiste alcun destino di Roberto Pegorini

DiI libri di Annelies

Apr 27, 2026

Annelies ha letto e recensito per noi in anteprima “Non esiste alcun destino” di Roberto Pegorini, Todaro Editore.

“Non esiste alcun destino” è l’ultimo attesissimo romanzo di Roberto Pegorini, in uscita il 27 aprile 2026 con Todaro Editore. Dopo aver conosciuto l’ispettore Valerio Giusti in “Almeno non questa notte” e averlo ritrovato in “Lo hijab mancante”, qui lo vediamo davvero messo alla prova — non solo come investigatore, ma come uomo.

L’ispettore Valerio Giusti appoggia le spalle contro il muro, per appiattirsi il più possibile. Socchiude per qualche istante gli occhi e respira profondamente, per riportare il cuore sotto i cento battiti al minuto. Ha bisogno di tutta la lucidità possibile, per affrontare quello che sta succedendo. Non ha mai avvertito la probabilità di morire in maniera così concreta come in quell’istante.

Roberto Pegorini

La storia

Tutto comincia con una lettera anonima consegnata in commissariato. Mirko Bettoni, detto “Nerd Gates”, ha appena terminato il suo turno di lavoro: è “un white hat hacker”, un poliziotto informatico che occasionalmente fa parte della squadra di Valerio Giusti. Quando si ritrova la busta tra le mani, capisce subito che contiene qualcosa di pericoloso. Un dettaglio all’apparenza banale si trasforma presto in una crepa profonda nella vita dell’ispettore: una persona a lui cara è in pericolo. Il tempo è pochissimo — settantadue ore — e, questa volta, non si tratta solo di trovare un colpevole, ma di scegliere da che parte stare.

Ed è proprio qui che il romanzo colpisce con maggiore forza: nel momento della scelta. Perché anche chi crede di avere principi incrollabili, quando viene messo alle strette, è costretto a fare i conti con sé stesso. E non sempre la risposta è quella che si vorrebbe.

Accanto a Giusti troviamo inizialmente il geniale “Nerd Gates”, presenza ormai imprescindibile, capace di alleggerire e al tempo stesso intensificare la tensione narrativa. Personaggio secondario che, in questo terzo capitolo, emerge con maggiore profondità. Progressivamente ritroviamo anche volti noti, quelli a cui i lettori più affezionati hanno imparato a legarsi.

Quando il campanello annuncia che la porta a vetri della hall si apre, la varca un uomo sui cinquant’anni, vestito completamente di nero, con un taglio sul sopracciglio sinistro e del sangue raggrumato su una guancia. Non è accompagnato da una donna, non ha con sé una valigia e nemmeno un bagaglio a mano, ma solo l’ostilità dipinta nelle sue pupille cariche di livore.  Alessandro Casale teme una rapina.

Roberto Pegorini

Tensione sino all’ultima pagina

Pegorini costruisce un autentico page-turner: la tensione cresce capitolo dopo capitolo, sostenuta da una scrittura fluida, precisa, mai ridondante. Ma, soprattutto, dimostra coraggio. Ogni romanzo con Giusti è autoconclusivo e diverso dal precedente, e rivela una crescita evidente. Qui l’autore esce dalla propria comfort zone e alza la posta, riuscendo a sorprendere anche chi già lo conosce. 
Il lettore viene catapultato fin dalle prime pagine in un universo narrativo che crea dipendenza: “Non esiste alcun destino” è uno di quei romanzi che ti tengono sveglio fino a notte fonda, senza che tu te ne accorga.
Questo non è solo un noir dalla forte impronta thriller: è una discesa nelle crepe dell’animo umano.
E, quando si arriva all’ultima pagina, una domanda resta sospesa: se davvero non esiste destino… quanto pesa ogni nostra scelta? Perché, in fondo, non è il destino a decidere chi siamo — sono le decisioni che prendiamo quando non possiamo più tirarci indietro.

Giusti fa roteare la testa un paio di volte. Sembra che stia facendo degli esercizi per i muscoli del collo, in realtà cerca di allontanare il magone che sente attorcigliargli la gola. Non ha mai versato una lacrima per le sue indagini e non ha intenzione di iniziare ora.  E non perché sia distaccato dalle storture che la sua professione gli pone davanti ogni singolo giorno, quanto perché non può, e non vuole, farsi condizionare dalle bruttezze di questo mondo che perfetto non è. E mai lo sarà.

Roberto Pegorini

Scrittura e ritmo narrativo

Lo stile narrativo di Roberto Pegorini è essenziale e diretto. La prosa è pulita, priva di fronzoli; le frasi brevi e l’uso del presente permettono al lettore di entrare immediatamente nella storia.

Nei suoi romanzi emerge una grande attenzione ai dettagli quotidiani, che contribuiscono a rendere i personaggi credibili e profondamente radicati in contesti riconoscibili.

Con “Non esiste alcun destino” pur trattandosi di un romanzo fortemente orientato all’azione, l’autore sviluppa con efficacia anche l’aspetto psicologico: pensieri, dubbi e conflitti morali emergono attraverso una narrazione che alterna dinamismo e introspezione. Il lettore empatizza con i personaggi, si ritrova immerso nelle loro vite e ne condivide tensioni e sofferenze, come se le vivesse in prima persona.

Il ritmo è serrato e la tensione costante: Pegorini concede poche pause, mantenendo alta l’attenzione fino all’ultima pagina. I colpi di scena sono ben calibrati e rendono difficile interrompere la lettura.

Come nelle opere precedenti, anche qui Milano diventa un vero e proprio personaggio: accompagna i protagonisti, riflette i loro stati d’animo e contribuisce a costruire l’atmosfera della storia.

Il nuovo giorno bussa alle finestre dei milanesi.  Valerio lo ammira dalla cucina, con una tazza di caffè tra le mani.  Il cielo si sta schiarendo senza fretta, le tonalità dell’aurora quella mattina danno la sensazione di voler scivolare in un insolito arancione, che pare intenzionato a infiammare l’orizzonte prima che il sole si impossessi in maniera definitiva della giornata.  È uno spettacolo che fa stringere il cuore all’ispettore.

Roberto Pegorini

Due parole sull’autore

Roberto Pegorini, nato a Milano nel 1969, è laureato in giurisprudenza e giornalista da oltre venticinque anni, specializzato in cronaca nera. Ha collaborato con numerosi quotidiani a tiratura nazionale ed è stato direttore del settimanale locale “inFolio”, nell’est milanese per diversi anni.

Nel 2002 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Vita a spicchi”. Nel 2014 esce “Cuore apolide”, seguito da “La doppia tela del ragno” e “Nel fondo più profondo”, recentemente ripubblicati con la casa editrice “iDobloni”. Ha inoltre partecipato a diverse raccolte di racconti e collabora con iniziative letterarie legate al Covo della Ladra. Conduce, insieme a Mariana Winch Merenghi, la trasmissione social “Una valigia di libri”, in cui si chiacchiera di libri e autori. 

Scrittore noir capace di coniugare tensione narrativa e profondità psicologica, Pegorini si distingue per un approccio intimista alla costruzione dei personaggi. È anche un lettore appassionato, soprattutto di noir, crime e thriller, con una spiccata attenzione per le storie originali e la qualità della scrittura.

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