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Genova di veleni e segreti – Le recensioni di Fiorenza

DiFiorenza Pistocchi

Set 11, 2025

Fiorenza Pistocchi recensisce per il Covo il romanzo “Genova di veleni e segreti” di Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso (+ intervista!!)

Mentre osserva le dita del commesso piegare la carta da regalo e
armeggiare con il rotolo del nastro, riflette sul fatto che gli inquirenti
risaliranno con facilità al laboratorio e, quindi, al nome falso che ha
fornito. Il pagamento è avvenuto in contanti, il recapito telefonico è
riconducibile a una scheda prepagata clonata, recuperata sul deep
web e in procinto di essere distrutta.
Solo quell’uomo ha visto il suo volto.
Sorridendo, ringrazia e ritira il pacchetto.
Proprio in quell’istante decide di ucciderlo entro la fine della
settimana.

“Genova di veleni e segreti” di Sabrina De BAstiani e Daniele Cambiaso

La trama

Due carabinieri, lei, il maresciallo Mistral Garlet, lui, il tenente Pietro Farnè, sono temporaneamente sospesi dalle operazioni sul campo, in attesa della conclusione di un’indagine interna, destinata a chiarire il loro ruolo in una problematica e sconvolgente inchiesta appena conclusa (“Genova scelte di sangue”).
Si ritrovano quindi a lavorare lontani l’una dall’altro, ma allo stesso genere di casi: i cold case, i casi freddi, i vecchi delitti irrisolti sui quali apparentemente è stata messa una pietra sopra, insieme
alla parola fine. Una situazione che irrita i due, e soprattutto risulta indigesta per Mistral, che sisente sminuita dall’incarico d’ufficio ed è più incline di Pietro alla ribellione.
Ma non devono attendere molto: sono troppo bravi per tenerli “in naftalina”, e i loro superiori valutano opportuno farli tornare a lavorare insieme per sfruttare al massimo quella scintilla che scocca appena Mistral e Pietro si trovano alle prese con un mistero da svelare, un caso da risolvere, un assassino da scovare.
Non immaginano, i loro capi, che i due sono già più vicini di quanto essi stessi osino ammettere…
Eccoli quindi al lavoro sul vecchio caso della morte, avvenuta negli anni ’80, di una confidente, una preziosa “gola profonda” che affidava i segreti sulle azioni delle Brigate Rosse allo zio di Pietro, Luigi Farnè, funzionario dell’antiterrorismo, successivamente ucciso in un attentato. La donna era
stata avvelenata, ma era stato un incidente o un delitto? C’è chi privilegia la seconda ipotesi…
Ben presto, sullo sfondo di una Genova incupita dalla pioggia e resa inquietante dai segreti che la
percorrono, la faccenda si complica e la ricerca del colpevole del vecchio omicidio si collega a
quella dei responsabili di due nuovi delitti.
Le indagini procedono incalzanti, parallelamente all’evolversi dei sentimenti dei due protagonisti,
persone non del tutto risolte, che rischiano molto professionalmente ed emotivamente, fino a
mettere in pericolo la loro stessa vita.
Sarà un sussulto di orgoglio, la consapevolezza di un legame che va oltre la professione, il desiderio
di guardare alla vita con occhi nuovi, che salverà la situazione e permetterà la soluzione di tutti i
misteri e forse l’inizio di un rapporto vero tra i due…

Il nostro punto di vista

“Genova di veleni e segreti” è il terzo noir che vede all’opera Mistral Garlet e Pietro Farnè; ci
conduce attraverso gli occhi e i pensieri dei due protagonisti a esplorare un capitolo non del tutto
chiarito della storia del Novecento, quello del terrorismo di sinistra a Genova, una città che ha visto
omicidi e ferimenti di persone rappresentative di quello che all’epoca era ritenuto il “potere”, con
un’accezione negativa del termine.
La scrittura agile del testo, in cui le due penne degli autori si intrecciano e si compenetrano
perfettamente, senza che il lettore riesca a distinguerle, utilizza un registro emotivo, che fa vibrare
davanti a noi i personaggi e li rende vivi e credibili.
Un noir di quelli che ti tengono legato, una scrittura che avvolge il lettore, imprigionandolo nella
logica del caso e nell’attesa di scoprirne la soluzione. Una storia che coinvolge perché non puoi non fare il tifo per i protagonisti, non solo perché risolvendo il caso migliorerà la loro carriera
professionale, ma anche perché vuoi che finalmente riescano a liberarsi dei loro fantasmi personali
e trovino il modo per darsi l’uno all’altra senza le riserve e le paure che da sempre li trattengono.
Da leggere, e assaporare, con accanto un gatto da accarezzare per allentare la tensione o con la
bevanda preferita da bere a piccoli sorsi.

Gli autori: Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso

Sabrina De Bastiani è laureata in lingue e letterature straniere. È redattrice di ThrillerNord, di cui
cura interviste e recensioni di gialli e noir. Ha intervistato parecchi autori famosi, tra cui Maurizio
De Giovanni, Joël Dicker e molti altri italiani e stranieri. Ha scritto racconti su varie riviste.
Daniele Cambiaso è insegnante, ha al suo attivo numerosi racconti e romanzi, scritti anche a quattro
mani con altri autori, tra cui Rino Casazza. La sua produzione letteraria spazia su vari generi, dal
giallo per ragazzi (“Lara e il diario nascosto”) al noir storico (“Ombre sul Rex”, “La logica del
burattinaio”, ecc.) al giallo classico, con svariate case editrici.
Sabrina e Daniele insieme hanno curato alcune antologie dal titolo “Natale a Genova” e l’ultima “Le
genovesi ribelli” per Neos edizioni. Ancora insieme hanno scritto per Fratelli Frilli Editori “A
distanza ravvicinata” e “Genova scelte di sangue”, che costituiscono i capitoli precedenti delle storie
di Mistral e Pietro. Sempre per gli stessi editori nel 2024 è uscito “Eredità nera”, un noir a sfondo
storico sul fascismo e il neofascismo.

L’intervista agli autori

Sabrina e Daniele, siete ormai al quarto romanzo scritto insieme, perciò il vostro sodalizio
letterario funziona, non c’è dubbio, ma… da chi nasce l’idea, chi la perfeziona, come procede
il lavoro, litigate mai?

Sabrina – Spesso mi si presenta alla mente una scena, un’immagine, che può essere il punto di
partenza. Immediatamente ne parlo con Daniele. Il nostro lavoro è basato sulla fiducia e sul
continuo metterci in discussione per arrivare al risultato che ci sembra migliore.
Daniele – Siamo ormai collaudati, anche se discutiamo spesso; le idee nascono dal confronto e si
sviluppano grazie all’esperienza di scrittura che entrambi abbiamo. Non manca qualche momento di
attrito, ma in genere riusciamo a superarlo con la riflessione, la voglia di dare vita alla storia che
stiamo scrivendo, pure con una sana risata. Ci divertiamo molto a fare le cose seriamente.
Quando avete iniziato la vostra saga, avevate già chiara la trama dei tre romanzi?
Daniele – Già alla fine della stesura del primo (“A distanza ravvicinata”) avevamo l’intenzione di
continuare, ma non posso dire che avessimo già un’idea, piuttosto delle ipotesi.
Sabrina – Però le trame dei successivi le abbiamo affrontate una alla volta, costruendoli a poco a
poco, in coerenza con le caratteristiche dei personaggi principali.
Ci dobbiamo aspettare un quarto romanzo con Pietro e Mistral?
Sabrina – Probabilmente ci sarà, ma non subito.
Daniele – Abbiamo intenzione di proseguire il filone storico/noir iniziato con “Eredità nera”.
I due protagonisti hanno storie tormentate, segreti, misteri, un passato problematico con
sofferenze non risolte. Vi siete ispirati a qualcuno o è tutto frutto della vostra fantasia?

Daniele – Fantasia, un’osservazione sempre attenta, e in ottica noir, del mondo che ci circonda e
moltissime letture.
Sabrina – Come sempre un autore mette un po’ di se stesso in tutto quello che scrive, ma Pietro e
Mistral sono del tutto inventati.
La vostra Genova appare come una città piena di misteri. È proprio così? Raccontateci la
vostra visione della città.

Sabrina – Non abito proprio in Genova, ma a Manesseno. Quando stiamo scrivendo un romanzo ci
vado, vado nelle vie dove si svolge l’azione che abbiamo immaginato e mi ci immergo; la
suggestione dell’ambientazione mi prende e mi coinvolge.
Daniele – Genova è una città dove è passata, e passa, tanta gente, è una città multiforme, un
crocevia di culture che può essere lo sfondo giusto per qualsiasi storia. Sta a noi autori coglierne gli
aspetti che possono dare al lettore il coinvolgimento necessario.
Qui si tocca il tema degli Anni di Piombo, “in Eredità nera” quello del fascismo e
neofascismo. Chi di voi due ha il maggior interesse per l’ambientazione storica?
Daniele – A me interessa molto il discorso della memoria, anche per il lavoro di insegnante che
svolgo. Penso che attraverso i romanzi i ragazzi e i giovani possano avvicinarsi a temi relativi anche
alla nostra storia recente.

1 commento su “Genova di veleni e segreti – Le recensioni di Fiorenza”

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