Tratto da “Solo per Vendetta”, il Natale a cura di Tony Damiano
“Da dove viene?”
“Da Milano.”
“È la prima volta che viene a Napoli?”
“No, ma manco da tanti anni, forse troppi anni…”
“E cosa l’ha trattenuta?”
“Non so, probabilmente nulla… Probabilmente tutto…”
“Dottore… Non si rammarichi. Questa è una città senza tempo, non è mai tardi per farvi ritorno.”
“Come darle torto…” replicai, abbassando il finestrino. Socchiusi gli occhi e isolai lo strombazzare dei clacson, il vociare diffuso, le urla festose. Isolai la vista. Isolai l’udito. Mi concentrai sull’olfatto, sugli odori, sul linguaggio segreto di ogni città.
“Immagino che sia qui per trascorrere il Natale con amici o parenti, quale migliore occasione per ritrovarsi?”
“Non ho né amici né parenti… e odio il Natale” risposi, con voce stizzita.
“Come si fa a odiare il Natale?” disse, quasi offeso dalla mia esternazione.
“Mai sentito parlare della sindrome del Grinch?”
“È una malattia grave?” mi chiese, strappandomi un sorriso.
“No, passa dopo la Befana, non è una malattia, è uno stato d’essere: un’avversione a luci, addobbi, pandori e panettoni.”
“Pure al presepio?”.
“Sì… Pure al presepio.”
“Guardi come è bella Napoli in questi giorni, si lasci andare e vedrà che le
passa pure la sindrome… Ora che scende si prenda una sfogliatella, un babà, si addolcisca la vita… Ne abbiamo solo una, che serve amareggiarsi?”
“Proverò a seguire il suo consiglio” dissi, per non sembrare scortese. Mentivo. Non avevo nessuna voglia di addolcirmi la vita, preferivo crogiolarmi nell’amarezza. Giunsi in albergo, feci una doccia, consumai la cena in camera, mi misi a letto e spensi la luce.
Buon Natale!
Da “Solo per Vendetta”
di Tony Damiano
iDobloni Edizioni
