Recensione di Per sempre, altrove di Barbara Cagni – Fazi editore

Barbara Cagni è in libreria con Per sempre, altrove, Fazi editore e la incontriamo oggi, alle 19:00.

La nostra Grande B lo ha letto in anteprima per noi e ce lo ha raccontato, in attesa di incontrare l’autrice al Covo, il giorno d’uscita del romanzo.

Per sempre, altrove è un romanzo delicato e profondo che ci racconta la storia di una famiglia, che è storia di una comunità, che diventa storia di un paese intero. Mentre il tempo scorre lento come il Piave, le vite delle donne protagoniste delineate da Barbara Cagni, ci fanno immergere in un mondo fatto di piccole cose, in un lessico familiare che è quello della quotidianità che si confronta ogni giorno con la Storia, quella con la S maiuscola.

Barbara Cagni affronta molti temi spinosi: dalla sorellanza e la posizione delle donne del suo romanzo, sino alla pazzia, come sinonimo di un andare via che è anche emigrazione.

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Capita, alle volte (soprattutto quando si legge molto per lavoro) di prestare un’attenzione superficiale al libro che si ha tra le mani. Ecco, in questo caso non è successo e non per merito mio, ma perché il racconto di Barbara Cagni è davvero ben scritto e fin dalle prime righe prende, e tanto.
La storia parte nel 1951, sulle montagne del bellunese; parla di emigrazione – la nostra – in Svizzera e in Belgio, di rifiuto sociale (da parte di chi ti accoglie per necessità, ma ti considera brutto, sporco e cattivo), di solitudine, fatica e nostalgia. Già, non è che le cose siano cambiate così tanto, da allora. Sono cambiate le popolazioni di migranti e di “accoglienti”; questi ultimi adesso siamo noi e ci comportiamo nello stesso identico modo degli svizzeri di 70 anni fa. Ci sarebbe di che vergognarsi, ma non ci viene facile neppure questo.
Ma tornando al romanzo, l’autrice ci racconta anche tanto altro: la solidarietà di chi ha poco e dona molto di sé, la piccola comunità montana che condivide gioie e dolori, sorretta dal coraggio e dalla forza delle donne, che sono quelle che ci fanno la figura migliore visto che i maschi che si aggirano tra quelle montagne non sono proprio il massimo tra lavoro bruto, fiaschi di vino e ogni tanto una battuta alla moglie. Le donne, invece, tengono viva la speranza di un’esistenza migliore e credono fermamente in tutto quello che fanno, si tratti di lavorare la terra oppure preparare un dolce per le feste, perché il mondo, il loro mondo, è fatto di piccole cose solide come le pietre con cui sono state costruite le loro case.
E poi c’è la malattia mentale di Berta, sorella della giovane voce narrante, che viene lobotomizzata dopo due cicli di elettroshock e riassorbita nella piccola comunità che la protegge come può da se stessa e dal mondo.
Ma nonostante tutto c’è speranza. Non so come, visto che una lista infinita di tragedie piccole e grandi punteggia il racconto, ma una luce all’orizzonte c’è sempre e siamo grati a Barbara Cagni per aver scritto un libro buono, utile in questi momenti di grande difficoltà che tutti viviamo e in cui necessitiamo di positività.
Avere speranza, magari non proprio ottimismo, ma speranza sì, è l’arma migliore per affrontare la vita. Insieme al coraggio e a un sorriso.

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One thought on “Recensione di Per sempre, altrove di Barbara Cagni – Fazi editore

  1. Penso sia uno dei pochi libri letti in questi ultimi mesi, per il quale sia valsa davvero la pena della lettura. Così ricco di spunti e di riflessioni, di trame narrative che si dipartono da una “semplice” storia di famiglia, che quando lo hai finito, hai l’impressione di essere più ricca di quando lo ha iniziato. E poi ha il grande pregio di raccontare storie che oggi non vogliamo più ascoltare, che fanno parte di quella memoria che è memoria di un paese, di un mondo intero. E te lo dicevo ieri pomeriggio al Covo della Ladra: mentre leggevo il mondo della Storia con gli occhi di Giovanni, uno dei personaggi maschili più controversi del romanzo, vedevo le radici del disastro sociale e economico che viviamo oggi sulla nostra pelle. Da brivido.

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