In principio era il dolore di Paolo Scardanelli – Recensione

Carbonio pubblica un giallo che è un exploit sincretico tra giallo, weird, sovrannaturale e ironia. Ecco la recensione di In principio era il dolore di Paolo Scardanelli.

In principio era il dolore di Paolo Scardanelli – edizioni Carbonio – è il romanzo dei romanzi, o forse dovremmo dire, più un romanzo sinceramente sincretico. Tra le sue pagine, Scardanelli mette la detective story, un pizzico di thrilling, una buona parte di weird con sfumature che virano al sovrannaturale, il tutto condito da tanta, buona, sincera musica (anche qui dei generi più disparati).

Ma la traccia di una narrazione deflagrante – sì ci piace questo termine pensando a questo romanzo – non la troviamo solo nel genere. Le sotto tracce che si aprono tra le sue pagine ci portano dalla narrativa classica, ai riferimenti filosofici, in un percorso che trasforma la narrazione in un vero e proprio libro “mondo”. Un mondo ai confini della realtà.

Ecco la trama, perché lo abbiamo letto e perché lo stiamo consigliando.

La Trama

Milano, via Festa del Perdono. Nel cortile dell’Università Statale vengono rinvenuti i corpi di otto ricercatori orribilmente trucidati, disposti a formare una rosa dei venti. Iniziale indiziata è Loredana Robecchi, docente di Estetica, trovata nel cortile maggiore dell’ateneo in stato confusionale, nuda e con mani e bocca insanguinate. A indagare sull’efferato delitto è il commissario Belletti, uomo integerrimo al servizio della giustizia, che ha puntato la sua attenzione su Fabio Pugno, il marito di Loredana. Costui si accompagna a un losco individuo, uno strano essere tra il demone e il saltimbanco, che sembra conoscere le pulsioni più profonde dell’animo umano ed è abituato a stringere patti di sangue da tempo immemore…

Perché abbiamo letto In principio era il dolore di Scardanelli

Il primo motivo che ci ha spinto verso In principio era il dolore è legato all’intreccio e alla storia stessa. Da Milano a Stonehenge, Scardanelli ci fa immergere in una atmosfera ai confini della realtà dove si muovono personaggi come Fabio Pugno, la stessa Loredana, e questa presenza singolare, Marylin, che sembra rappresentare, forse, quella parte libera di noi che, crescendo, rimane imbrigliata nei condizionamenti e limitazioni della nostra società.

In seconda battura, c’è l’indagine condotta dal commissario Belletti che si trasforma ben presto in una sorta di recherche sul senso della vita, sul mondo e su ogni cosa la cui risposta però, non è questa volta 42!

Perché ci è piaciuto?

Come ho detto in apertura, a noi piacciono i libri “mondo“, quelli che sono in grado di accogliere in sé più universi, più orizzonti e più interpretazioni della stessa realtà. In principio era il dolore è tutto questo, trasposto a ritmo di una musica, che da Wagner passa ai Prodigy, accompagna ogni azione dei suoi personaggi/attori e ogni pagina letta da noi lettori. Il ritmo narrativo è così incalzante, che alla fine sembra di essere quasi uscito da un rave party. Radicale, scorretto, non ha paura di tirare in causa Marlowe e Lenau, di Goethe e Mann, Spinoza a Kant, da Schopenhauer a Nietzsche. Un libro “mondo” che non ci ha lascia indifferenti.

Perché lo dovreste leggere?

A questa risposta non vogliamo dirvi altro se non segnalarvi la puntata di Incipit32 che ha visto come protagonista proprio In principio era il dolore di Paolo Scardanelli.

Per il resto, vi aspettiamo in libreria o sul nostro sito, a carrello pieno!

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